Saldo IMU: aumenti in 3 comuni su 10 per la prima casa, nel 56% dei comuni aumento sulla seconda

La consulta dei Caf ha monitorato le delibere del 98,85% dei Comuni sulle aliquote Imu, che determinano gli importi da versare dai contribuenti entro il 17 dicembre.

Abitare in Comuni piu' piccoli conviene: oltre a godere di rendite di immobili generalmente meno elevate di quelle dei centri di grandi dimensioni, nei paesi piu' piccoli l'aumento dell'Imu, dall'aliquota di base applicata per l'acconto, e' stato inferiore. Se invece si guarda alle aree geografiche i maggiori aumenti, soprattutto per le seconde case, sono stati registrati al Centro Italia. In generale, le prime case sono state meno colpite dal caro-saldo Imu: ad aumentare l'aliquota di base, ma rispetto all'acconto, sono stati il 27,92% dei Comuni. Tra questi 257 centri (il 3,21%) ha optato per l'aliquota massima al 6 per mille. Sulle seconde case invece la maggioranza dei comuni, il 55,95%, ha alzato l'aliquota di base e tra questi quasi uno su dieci ha optato per l'aliquota massima al 10,6 per mille. Infine, solo pochissimi Comuni hanno utilizzato la leva delle detrazioni per andare incontro alle fasce piu' disagiate della popolazione. Nel 2012, a differenza di quanto era stato fatto per la vecchia Ici, 'la quasi totalita' dei Comuni non ha adottato lo strumento delle detrazioni quale possibile mezzo di 'governance' dell'imposta', rileva lo studio della Consulta dei Caf. Solo una manciata infatti le decisioni nelle quali sono state aumentate le detrazioni per casi particolari, come la presenza di invalidi nel nucleo o case affittate. Cospicuo pero' il numero dei Comuni (5.046, il 63% del totale) che ha deciso l'agevolazione prima casa per gli anziani ricoverati nelle case di riposo. 'Occorre inserire le decisioni sugli sgravi e sulle facilitazioni per l'Imu in un perimetro nazionale, definito dagli stessi Comuni, dall'Anci, ma che consenta di richiamare quelle amministrazioni che escono fuori da quest'ambito', commenta il presidente della Consulta dei Caf, Valeriano Canepari, facendo notare che dall'analisi delle delibere emerge che 'quasi tutti i Comuni hanno spinto l'aliquota verso l'alto e pochissimi hanno invece utilizzato le detrazioni per gestire sul territorio decisioni di sgravi e facilitazioni che invece sarebbero servite'. Per Canepari senza un'indicazione a livello nazionale, il risultato 'e' una giungla'. I Caf sottolineano inoltre che sara' necessario nel 2013 'anticipare il piu' possibile le date delle delibere dei Comuni per evitare che i cittadini siano costretti, come e' accaduto quest'anno, a fare i conti all'ultimo momento'.

© Riproduzione riservata - 15 Dicembre 2012

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