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Birmania: il Caf Cisl ADOTTA 3 ATTIVISTI SINDACALI BIRMANI

Dopo oltre quarant'anni di durissima dittatura militare, finalmente oggi, grazie alle pressioni internazionali, si sono fatti molti primi passi verso il cambiamento. Un cambiamento che è ancora agli albori e che deve essere accompagnato dalla attenzione e dal sostegno internazionale, visto che molte e robuste sono le forze, soprattutto nell'esercito che mirano a mantenere il potere e soprattutto i grandi profitti derivanti dalla assenza di democrazia e di regole e leggi trasparenti e democratiche. Dopo quasi venti anni di impegno e di collaborazione con il sindacato birmano clandestino oggi si è costituita una rete di attivisti sindacali che con la dovuta circospezione sta lavorando per promuovere la libertà sindacale e i diritti del lavoro, sino ad ora negati. Ancora oggi le carceri birmane sono piene di prigionieri politici: oppositori e attivisti che non hanno mai smesso di impegnarsi per la democrazia, la libertà di organizzazione politica e sindacale. Oltre 600 sono i prigionieri politici e su coloro che sono stati liberati, pende la spada di Damocle della possibilità di essere riarrestati per gli stessi "crimini" . infatti non vi è stata una vera e propria amnistia, ma la concessione della libertà condizionata da parte del Presidente birmano.

Grazie al lavoro clandestino del sindacato birmano (FTUB), con il contributo CISL, le denunce del lavoro forzato sono aumentate, come pure le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori nelle zone industriali che producono per la esportazione.
Nelle zone rurali l'esproprio delle terre, la deportazione forzata di decine di villaggi è continuata per anni e tutt'ora si registrano casi. Migliaia di persone sono state costrette quindi a lascare i campi per essere letteralmente deportati in veri e propri campi di lavoro forzato.
Il Relatore Speciale del Consiglio ONU per i diritti Umani ha denunciato ripetutamente le violazioni dei diritti umani e ha chiesto all'ONU la istituzione di una Commissione di inchiesta nei confronti della Birmania per i crimini di guerra e contro l'umanità.

Oggi con il nuovo clima di apertura, ha fatto si che i governi della UE, americano, canadese e australiano decidessero la sospensione delle sanzioni, ad eccezione dell'embargo sulle armi.
Questo anche su spinta delle imprese multinazionali che da anni cercano di investire in Birmania.

Grazie alle pressioni sindacali inoltre, il governo birmano ha dovuto sottoscrivere un accordo che prevede un piano d'azione per l'eliminazione del lavoro forzato entro il 2015. Ma l'accordo potrà realizzarsi se gli attivisti sindacali potranno muoversi liberamente nel paese e denunciare il lavoro forzato senza incorrere in ricatti, ritorsioni, arresti e intimidazioni.


Libertà di organizzazione sindacale.

Il governo della Birmania ha ratificato la Convenzione 87 sulla libertà sindacale nel 1955. Nonostante quest'obbligo, il governo militare ha proseguito nella violazione della Convenzione, non modificando in nulla le repressive norme di legge in vigore e non dando attuazione ai principi della Convenzione consentendo a organizzazioni sindacali legittime di operare liberamente nel paese.
A ottobre scorso il nuovo governo semi militare ha adottato la nuova legge sulle organizzazioni sindacali ma solo ora sta iniziando a permettere alle nascenti strutture sindacali di registrarsi e operare legalmente. In questi anni, grazie anche al contributo della CISL, sono nate decine di embrioni di sindacati, a livello di impresa, di scuola.


Il progetto

L'FTUB (Federation of Trade Unions-Burma) è il sindacato rifondato nel 1991 dai lavoratori birmani costretti a lasciare il paese a causa della dura repressione da parte della giunta militare, nei confronti del sindacato clandestino di quel paese, che aveva preso parte alle dimostrazioni del 1988. l'FTUB ha tra gli altri obiettivi quello di contribuire a ripristinare la democrazia ed il rispetto dei diritti umani, del diritto alla libertà di organizzazione sindacale e di contrattazione e di promuovere condizioni di vita e di lavoro dignitose per i lavoratori e le lavoratrici birmane.

Nonostante i primi organismi si stiano registrando, l'FTUB in quanto tale è ancora fuori legge e sarà importante sostenere attivamente questi neonati organismi che non hanno risorse, ne strumenti per poter operare sul territorio. Di recente ad esempio, l'FTUB, nonostante non sia riconosciuto, ha partecipato a scioperi popolari per richiedere aumenti salariali, l'introduzione di brevi periodi di ferie, il miglioramento di condizioni di lavoro.
Nel corso degli anni l' FTUB ha costituito sindacati clandestini il cui obiettivo consiste nel proteggere i lavoratori dalle continue e profonde violazioni dei diritti del lavoro e dei diritti umani fondamentali da parte Ancora oggi il sindacato internazionale e l'ILO hanno richiesto al Governo di riconoscere l' FTUB quale organizzazione sindacale legittima e di consentire una libera attività a qualsivoglia forma di organizzazione di rappresentanza collettiva dei lavoratori, chiedendo tra l'altro la legalizzazione della FTUB.

In questa fase di cambiamento, con la nuova legge, che pur nelle mille limitazioni e pesantissime intrusioni governative nella vita sindacale, permetterà la nascita di embrioni di sindacati aziendali e di categoria, c'è la urgente necessità di aumentare il numero di sindacalisti e di sindacaliste e soprattutto di formarli per dargli le conoscenze di base per poter operare.

Questo obiettivo è fondamentale soprattutto per il fatto che il governo ha aperto il paese alle imprese straniere, con l'obiettivo di attrarre investimenti stranieri nei settori manifatturieri, minerari e nelle grandi opere infrastrutturali tra cui dighe, reti di comunicazione etc.
Mancano infatti le norme minime per evitare che questi investimenti non siano un elemento di rafforzamento del clima di sfruttamento dei lavoratori, dell'ambiente e dell'economia birmana.


Obiettivi del progetto

La CISL e l'ISCOS hanno lanciato pertanto una campagna "adotta un/a sindacalista birmano/a" che ha obiettivo di permettere loro di sostenere per due anni almeno un cospicuo numero di sindacalisti/e per:


  • per promuovere iniziative di sensibilizzazione nei luoghi di lavoro sui diritti fondamentali del lavoro.
  • Rafforzare la capacità di coordinamento dei sindacalisti da parte dell'FTUB
  • Organizzare e far crescere rappresentanze dei lavoratori e delle lavoratrici in particolare nei settori industriali, dei trasporti, edilizia, servizi pubblici, banche, scuole e agricoltura.
  • Creare reti di attivisti e attiviste sindacali in tutta la Birmania e negli stati etnici.
  • Far crescere le denunce del lavoro forzato, degli stupri, della confisca delle terre, mantenendo la pressione sul governo birmano perché rispetti le norme fondamentali del lavoro in particolare la libertà di organizzazione sindacale e il divieto di lavoro forzato.
  • contribuire alla costruzione della rete delle donne e dei giovani sindacalisti dell'FTUB.

Nell'ambito di questo progetto, il Caf Cisl ha "adottato" tre sindacalisti che possono fare attività grazie al nostro sostegno.

Per maggiori informazioni vai su www.birmaniademocratica.org