IMU: come si pagherà l'acconto di giugno
Tempo fino al 18 giugno per versare la prima rata calcolata sull'aliquota base
Si avvicina la prima scadenza per il pagamento dell'IMU, fissata per il 16 giugno (quest'anno l'ultimo giorno slitta al lunedì successivo, il 18 giugno). Dopo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Consulta nazionale dei Caf, che chiedevano di fissare entro Pasqua le modalità di pagamento per l'acconto, è stato approvato nel Decreto fiscale una soluzione che tenga conto della scadenza e delle necessità di Governo e Comuni di poter chiudere la partita delle aliquote in tempi più lunghi.
L'acconto di giugno dell'Imu sarà il 50% dell'importo calcolato applicando le aliquote di "base" e la detrazione già fissata per la prima abitazione: 4 per mille sulla prima casa (con una detrazione di 200 euro per ogni nucleo familiare più 50 euro per ogni figlio convivente di età inferiore ai 26 anni) e 7,6 per mille dalla seconda abitazione in poi.
Rinviato al saldo di dicembre il pagamento dell'IMU con le aliquote definitive deliberate dai Comuni e con i possibili correttivi che il Governo potrà attuare tramite un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Se solo a dicembre quindi si potrà sapere quanto si pagherà davvero per l'Imu 2012, possiamo almeno fare i conti di quanto dovuto a giugno.
Ricordiamo che dovranno pagare l'IMU (la vecchia ICI) tutti coloro che possiedono immobili perché ne sono proprietari, usufruttuari o detentori per altro diritto reale (es. diritto di abitazione). Premesso che l'IMU oltre all'ICI sostituisce, per la componente immobiliare, l'IRPEF e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari relativi ai beni non locati, le principali novità sono che:
- si torna a pagare imposta sull'abitazione principale ovvero l'immobile ove il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente;
- cresce la base imponibile cioè il valore su cui calcolare l'imposta,
- alcune agevolazioni/esenzioni previste nel caso di particolari utilizzi dell'immobile sono state eliminate o demandate alle decisioni dei singoli comuni. Si pensi alle case concesse in uso gratuito ai parenti (ad esempio padre a figlio) che ai fini ICI erano esenti perché trattate come abitazione principale ed ora sono trattate come abitazione a disposizione scontando l'aliquota più alta, o le case degli anziani e disabili residenti in casa di riposo, che potranno scontare una aliquota agevolata solo nel caso venga deliberato dal Comune in cui è situata l'ex abitazione principale;
- ulteriore elemento di discontinuità riguarda gli immobili locati per i quali si prevede che i comuni possano diminuire l'aliquota di base (7,6 per mille) fino ad abbassarla massimo al 4 per mille. Va considerato che molti comuni, relativamente all'ICI, applicavano aliquote particolarmente vantaggiose per incentivare i proprietari a locare gli immobili.
- infine, va evidenziato che a differenza dell'ICI, il gettito dell'IMU va ripartito fra Stato e Comuni ad esclusione di quello derivante dalle abitazioni principali che rimane di esclusiva competenza dei Comuni. Da sottolineare che la quota erariale pari allo 0,38% sarà sempre percepita dall'erario, indipendentemente dall'aliquota applicata dal comune. Ciò rappresenta uno dei motivi principali di difficoltà dei comuni a fissare le aliquote e regolamentare questa nuova imposta.
Come si calcola
Per le abitazioni, l'imponibile si calcola moltiplicando la rendita catastale x 1,05 (coefficiente di rivalutazione) e ancora x 160. Su questo totale si calcolerà il 4 per mille per l'abitazione principale (sottraendo poi 200 euro di detrazione e 50 euro per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni).
Esempio: Rendita catastale di 500,00 euro, Imponibile (500,00 x 1,05 x 160) di 84.000, l'imposta con un'aliquota 4x1000 è pari a (84.000 x 0,4%) = 336 euro – 200 euro = 136 euro.
Sulle pertinenze (cantine, soffitte e autorimesse) dell'abitazione principale si applica la stessa aliquota (4x1000) al massimo però, questa agevolazione può essere concessa per un solo immobile per ogni categoria (se ad esempio il Sig. Rossi possiede l'appartamento in cui abita e due autorimesse: l'aliquota IMU ridotta spetta solo per 1 autorimessa ma se oltre all'appartamento possiede 1 autorimessa e 1 cantina: l'aliquota IMU ridotta spetterà sia per l'autorimessa che per la cantina).
Sugli altri immobili (seconde case, abitazioni locate, case concesse in uso gratuito ai parenti, uffici, negozi, capannoni ecc) l'aliquota base è il 7,6 per mille. Per i fabbricati rurali strumentali (es. stalle, cascine e fienili), l'aliquota base è del 2 per mille.